Genitori – Figli: disciplina e sintonia

Genitori e Figli

In che modo i genitori riescono a far rispettare le regole in famiglia?

Come gestiscono la disciplina nel proprio contesto familiare?

Quando i genitori si arrabbiano perchè i figli si comportano male, capita che la maggior parte delle volte perdono così tanto le staffe da trovare come rimedio rapido e istantaneo l’uso di minacce o di punizioni.

Quanti genitori ricorrono a urla e gesti di rabbia? I genitori reagiscono, i figli continuano a reagire a loro volta, così che si crea un escalation di rabbia e reciproca incomprensione dei propri punti di vista che genera il più delle volte situazioni di conflitto.

Non c’è da meravigliarsi che spesso la tensione tra genitori-figli prende il sopravvento, così che si decide di porre delle conseguenze punendo i comportamenti inappropriati.

Ma i cattivi comportamenti sono tutti uguali? In realtà possiamo imparare a distinguerli in “comportamenti lievemente negativi” (il bambino urla, protesta per un divieto) “mediamente negativi” (il bambino usa parolacce, dice bugie, si oppone/rifiuta) e “gravemente negativi” (il bambino tira calci, pugni, lancia/rompe oggetti).

Spesso, punire allo stesso modo questi differenti comportamenti negativi, conduce a inefficacia della punizione in quanto il bambino la volta successiva metterà di nuovo in atto il comportamento, e già si “aspetta” la nostra solita conseguenza. Inoltre la punizione frequente non aiuta a far collaborare i propri figli nell’immediato e a comprendere il perchè le loro azioni siano considerate inopportune in quel dato momento.

La disciplina caratterizzata da troppe conseguenze e punizioni, con pochi riconoscimenti e lodi di ciò che funziona non aiuta il bambino ad autoregolare il suo comportamento.

LA DISCIPLINA SENZA LACRIME

Daniel Siegel e Tina Payne Bryson, rispettivamente psichiatra, e psicologa e psicoterapeuta, nel loro libro “La sfida della disciplina -Governare il caos per favorire lo sviluppo del bambino” (2015) suggeriscono una “disciplina senza lacrime“, con l’obiettivo di “entrare in sintonia con il bambino e reincanalare il suo comportamento negativo”.

Gli Autori affermano che: “al centro di ogni nostra azione dovrebbe esserci il rapporto con nostro figlio. Quando giochiamo con lui, conversiamo, ridiamo insieme e anche quando stiamo insegnando la disciplina, dovremmo fare in modo che il bambino faccia esperienza, dedicargli attenzione, mostrargli rispetto ascoltandolo, dare importanza alla soluzione del problema e fargli sapere che siamo dalla sua parte, a prescindere se il suo comportamento ci piaccia o meno”.

E’ proprio infatti quando il bambino si comporta male che ha più bisogno dei suoi genitori.

I bambini devono dunque essere aiutati a capire come va il mondo: cosa è permesso e cosa non lo è.

Gli interventi disciplinari dei genitori dovrebbero poi adattarsi all’età, al temperamento e al livello di sviluppo dei figli, oltre che al contesto nel quale ci si trova.

Tuttavia è bene sottolineare che “la sintonia tra genitori-figli non significa permissività“, ovvero non significa lasciar fare ai figli tutto ciò che si vuole. Significa per i genitori stabilire delle regole, sapere in anticipo come controllarsi nei diversi contesti e aiutare i figli a verbalizzare le proprie emozioni e pensieri quando non sono in grado di farlo da soli.

E’ bene ricordare che la “maturità emotiva” dei bambini si sviluppa nel tempo: come genitori occorre dare un nome a ciò che si prova in quel momento, insegnando a “controllare” le risposte emotive automatiche.

I figli hanno infatti bisogno di compiere esperienze per capire come ritardare la gratificazione immediata, come frenare l’impulso a reagire con rabbia e aggressività, come imparare ad adattarsi con flessibilità alle situazioni che limiteranno il loro potere di azione.

E’ importante ricordarsi dunque di dire “NO” al comportamento, ma di dire “SI” al bambino, empatizzando con lui su quanto è accaduto, su ciò che in quel momento ci ha infastidito di quella situazione o di quel comportamento.

Facciamo degli esempi per capire meglio

Esempio Negativo –> Focalizzarsi sulle caratteristiche del bambino, umiliarlo, mortificarlo, dire “NO” al bambino:

“Sei il solito perditempo e pigro! Possibile che non sei capace neanche a sistemare la camera? Quante volte te lo devo ripetere, non capisci niente!”

Esempio Positivo –> Focalizzarsi sulla propria reazione emotiva come genitore e sulla situazione da modificare, dicendo “NO” al comportamento:

“Mi ha dato fastidio e mi sono innervosita quando ho visto la camera in disordine. Non approvo quando si finisce di giocare e non si rimettono i giochi nel loro posto”

Riassumendo

Per i genitori è necessario entrare in sintonia con il bambino con un atteggiamento empatico, ridefinendo regole chiare, semplici e condivise da tutti, ascoltarsi e comprendere pienamente i reciproci punti di vista. Ciò aiuta a reincanalare il comportamento negativo verso un modo di agire più appropriato, dando un buon esempio di come controllarsi meglio in futuro.

Tuttavia “reincanalare” non sarà efficace se il bambino è ancora arrabbiato per la situazione ed è sopraffatto da emozioni negative, perchè sarà incapace di ascoltarci e dunque di entrare in sintonia con noi in quel momento.

Tutti siamo più ricettivi solo quando siamo riusciti a calmarci, ma non quando siamo in preda alla rabbia.

Tradurre quotidianamente quanto descritto richiede esercizio, allenamento costante, ma farlo è davvero importante. Prestare attenzione al bambino oggi, entrare in sintonia con lui, proprio durante la situazione- problema, metterà i genitori nella posizione di ricercare insieme ai figli una collaborazione, una maggiore complicità, serenità e tranquillità emotiva che farà di certo risparmiare un sacco di tempo nella crescita insieme, l’uno a fianco all’altro.

MESSAGGI POSITIVI PER MIGLIORARE LA RELAZIONE GENITORI-FIGLI

Di seguito 40 messaggi comunicativi positivi per migliorare la relazione genitori-figli, utili per ricordarci quanto è importante sentirci reciprocamente amati e accettati l’un l’altro. Come afferma infatti Thomas Gordon: “Il sentirsi accettati significa sentirsi amati ed è enorme il potere che scaturisce da tale meravigliosa sensazione: esso influisce nella crescita della persona in modo totale, sul corpo e sulla mente, ed è senz’altro la forza terapeutica più potente che si conosca, capace di riparare a danni psicologici e fisici”.

  1. Sono felice di te
  2. Mi rendi orgoglioso
  3. Le tue parole sono importanti
  4. Hai avuto una grande idea!
  5. Le nostre opinioni contano
  6. Tu sei importante
  7. Ho fiducia in te
  8. Tu sei prezioso
  9. Si può dire di no
  10. Si può dire di sì
  11. So che hai fatto del tuo meglio
  12. Avevi ragione
  13. Si ne è valsa la pena
  14. Mi rendi felice
  15. Amo la tua creatività
  16. E’ piacevole starti vicino
  17. Ti ascolto
  18. Non dobbiamo avere paura di essere noi stessi
  19. Sono felice di trascorrere del tempo con te
  20. Mi piace vedere il modo in cui ti impegni
  21. Quello che hai fatto è stato fantastico
  22. Ammiro proprio questo di te
  23. Mi fido di te
  24. E’ stata davvero una buona scelta
  25. Vederti felice mi rende felice
  26. Imparo nuove cose da te ogni giorno
  27. Io sono felice che tu sia qui
  28. Ti capisco
  29. Possiamo sbagliare e imparare a correggerci
  30. Sei stato davvero coraggioso
  31. Ti perdono
  32. Apprezzo ciò che hai fatto
  33. Tutti commettono degli errori
  34. Sei molto bravo in questo
  35. Si può provare di nuovo domani!
  36. Nessuno è perfetto
  37. Mi piace quando hai detto che…
  38. Questo è ciò che mi rende molto fiera di te
  39. Non potrei mai smettere di volerti bene
  40. Rendi il mio cuore pieno di gioia